Nutrire le nostre cellule e proteggere l’integrità del DNA

Nutrire le nostre cellule e proteggere l’integrità del DNA dalla pelle alle ossa: un innovativo sistema nutraceutico sublinguale.

Eugenio Luigi Iorio, Dottore di ricerca in Scienze Biochimiche
Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo (Salerno, Italia)

INTRODUZIONE

L’ossigeno (O2) gioca un ruolo di primaria importanza nel metabolismo cellulare per via  della sua capacità di accettare atomi di idrogeno e/o elettroni da amminoacidi, zuccheri e  catabolismo dei lipidi per generare adenosina trifosfato (ATP) utilizzato dalle cellule come  fonte di energia per le proprie attività (ad es. trasporto di ioni, movimento, processi  anabolici e così via) (1). Infatti, un calo di pressione dell’ossigeno (pO2) al di sotto dei  normali livelli (ipossia), può creare seri danni alle cellule e ai tessuti (2) ormai esacerbati,  per l’acidosi e il rilascio di ferro, da una maggiore produzione e conseguente rilascio di  specie reattive dell’ossigeno (ROS) nella microcircolazione (3). Sfortunatamente, quando  viene ristabilito il flusso sanguigno, la conversione della xantina deidrogenasi alla sua  forma ossidante, xantina ossidasi, può incrementare ulteriormente la produzione di ROS,  ad es. anione superossido (O2 ) e perossido di idrogeno (H2O2), secondo il ben noto danno  da ischemia/riperfusione (4). Quando la produzione di ROS non è perfettamente bilanciata  dalle difese antiossidanti, che all’interno delle cellule dipendono principalmente dall’attività  intracellulare/livelli di glutatione (GSH) e dalla superossido dismutasi (SOD), può  comparire una situazione di stress ossidativo (OS) (3). A sua volta, l’OS intracellulare,  ossidando i lipidi della membrana cellulare, le proteine del citosol e il DNA  mitocondriale/nucleare, può compromettere le funzioni cellulari; mentre lo stress  extracellulare, influendo sull’equilibrio della matrice proteasi/antiproteasi, ossidando le LDL  e incidendo la funzione endoteliale, può favorire l’arteriosclerosi (3, 5). Si ritiene, infatti,  che lo stress ossidativo sia un fattore di rischio per la salute, comune a oltre un centinaio  di malattie ed è correlato principalmente alla giovane età (6). Le strategie antiossidanti più  comunemente proposte, volte di solito ad aumentare le difese antiossidanti, sono in grado  di contrastare solo in parte l’OS, che è generato in primo luogo da una deficienza di  biodisponibilità di ossigeno (7). In questo quadro, Cellfood TM (CF, indicato anche come  DeutrosulfazymeTM, NU Science Corporation, CA, US, distribuito nella maggior parte dei  paesi europei da Eurodream s.r.l., La Spezia, Italia) (8) risulta molto promettente, un  prototipo di una nuova classe di “modulatori fisiologici” volto a rendere disponibile l’O2 “su  richiesta” (9). CellfoodTM è una formula ionica/colloidale proprietaria che non dà  assuefazione, non è invasiva ed è completamente atossica, composta dalle migliori  sostanze organiche naturali di origine vegetale, come i minerali ionici, gli enzimi, gli  amminoacidi e il solfato di deuterio in tracce (8, 10). Esperimenti in vitro precedenti hanno  dimostrato che CF migliora la solubilità dell’ossigeno nei sistemi acquosi e secondo il BAP  test, un sistema di misurazione della capacità antiossidante (11), riduce il ferro dalla forma  ferrica a quella ferrosa. Un report preliminare, invece, documenta, grazie al d-ROMs test,  la capacità di CF di ridurre in modo significativo la capacità ossidante del plasma in  soggetti ad alto rischio OS, come i fumatori, gli obesi e gli atleti (12). In uno studio cross over in doppio cieco, placebo controllato effettuato sui maratoneti, CF è risultato in grado  di migliorare le prestazioni cardiopolmonari, di incrementare i livelli di emoglobina,  mimando quindi la risposta fisiologica all’ipossia e di ridurre il siero lattato, imitando una  maggiore abilità nell’impiego di O2 (13). Inoltre, CF ha migliorato con successo i sintomi  clinici della fibromialgia, che patofisiologicamente è strettamente correlata all’OS (14), al  consumo massimo di ossigeno vO2 max e alla potenza massima nei ciclisti (15). In un  modello in vitro, CF è stato in grado di inibire l’ossidazione di GHS da parte di tre diversi  ossidanti, tra cui il potente acido ipocloroso, in diverse diluizioni (range 1:5000-1:50), 

In un recente studio cardine effettuato sulle cellule dell’endotelio venoso  dell’ombelico umano (HUVEC), CF ha stimolato il tasso di consumo di O2 e la  sintesi di ATP, mantenendo la concentrazione intracellulare di lattato  deidrogenasi (LDH) e inibendo la generazione di ROS indotto da ipossia, per  mezzo di un’upregulation dell’espressione di SOD manganese dipendente (Mn 

SOD), l’enzima chiave nella detossificazione dell’anione superossido (17). Nel  loro insieme le suddette prove scientifiche, confermando i precedenti studi e le  esperienze mediche personali, suggeriscono che l’integrazione di CF può essere  utile, insieme ad una dieta bilanciata e un’adeguata attività fisica, alla  modulazione della disponibilità di ossigeno, facilitandone il consumo ed  evitando i relativi effetti collaterali, proteggendo quindi le cellule da eventuali  condizioni di ipossia o iperossia/stress ossidativo, con un impatto favorevole  anche sulle funzioni endoteliali (9, 16). Tali proprietà, che rendono oggi unico  CF nell’attuale panorama degli integratori nutrizionali, sono valorizzate dalle  proprietà colloidali della formula documentate in vitro, che permettono a CF di  ridurre la tensione superficiale e di migliorare la conduttanza elettrica,  favorendo così la più ampia biodisponibilità dei suoi principi attivi, incluso il  deuterio, anche per via sublinguale (come un’originale formula spray orale)  (18). Disponibile in varie combinazioni (ad es. con vitamine, acido folico, silice,  metilsulfonilmetano, s-adenosil-metionina, acido isocitrico e così via), CF è  usato con successo in diverse condizioni cliniche, secondo la moderna  concezione di “modulatore fisiologico” (19, 20), per prevenire le malattie  correlate a stress ossidativo nelle persone sane, soprattutto in soggetti allenati.  Viene inoltre utilizzato a supporto delle terapie convenzionali, in un’ampia  gamma di malattie acute o croniche, così come nelle terapie anti-età in cui CF  viene proposto in specifici protocolli. Il tradizionale protocollo anti-età  comprende una dose giornaliera gradualmente incrementale di CF formula base  (tre volte/die iniziando da tre, per arrivare a otto gocce in acqua a basso  residuo fisso) e in seguito, una o più formule combinate di spray orale, come  DNA/RNA, di dimostrata efficacia nell’aumentare la metilazione del DNA (21),  comunemente considerato fattore di longevità.  

 

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