Per levare le tossine, bisogna depurare l’intestino

Molto spesso, le patologie arrivano da un disordine in ambito intestinale. O, ancora peggio, da disbiosi, ergo l’alterazione della flora batterica fisiologica.

Perché per levare dal corpo le tossine bisogna depurare anche l’intestino?

In che modo siamo esposti alle tossine? Che c’entra l’intestino?

Possiamo essere esposti alle tossine tramite l’intestino, la cute e i polmoni; tuttavia, più spesso ciò accade per mezzo del sistema digestivo.  Ecco perché solitamente la depurazione del corpo parte da qui.

Molti programmi di detossificazione si focalizzano sul supporto al fegato, ma si tratta di un approccio incompleto.

L’intestino è una importante fonte di esposizione tossica per molti individui: nessun supporto epatico può essere di aiuto se il sistema è costantemente schiacciato da materiale tossico proveniente dall’ambiente o dal sistema digestivo.

Il legame fra disbiosi dell’intestino e alimenti deteriori

L’esposizione alle tossine può essere suddivisa in due gruppi principali: le endotossine, ovvero i prodotti o i sottoprodotti del sistema digestivo. Cosa c’entra l’intestino? Semplice: Una cattiva alimentazione ad alto contenuto di zuccheri/grassi/conservanti/additivi e/o un malfunzionamento del sistema digestivo possono determinare disbiosi intestinale, permeabilità intestinale e conseguente ingresso di una varietà di tossine nel flusso sanguigno e nel sistema linfatico.

Poi, ci sono le esotossine o tossine ambientali.

Esse arrivano dalle industrie, dai farmaci, dalla pelle che le assorbe o dalle mucose. Perciò vengono inalate, ingerite o iniettate.

Campi elettromagnetici, squilibri ormonali, stress: le molteplici fonti di tossine

Anche se l’esposizione acuta a una tossina può causare danni all’organismo, è probabile che la maggior parte del burden per la salute dell’esposizione alle tossine derivi da molteplici esposizioni a basse dosi, piuttosto che a singole dosi massicce.  Il concetto di “carico totale” descrive la somma totale di tutte le influenze che hanno un impatto sulla fisiologia del paziente.

Da dove arrivano le tossine: Oltre ai fattori xenobiotici (farmaci, sostanze chimiche) e agli inalanti biologici (muffe, alghe, polline) le tossine arrivano da campi elettromagnetici, infezioni, squilibri ormonali.

Stress e infelicità possono rilasciare molte tossine nel corpo. Ridurre al minimo i pensieri e le persone tossiche nella propria vita è parte della terapia.

Come si difende il corpo dalle tossine?

Il corpo possiede diversi meccanismi per proteggerci dalle tossine. Ci sono in primis le barriere fisiche  come la cute e le mucose, poi l’immuno sorveglianza e i sistemi enzimatici. Tramite sudore, respiro, urine, bile e feci le tossine vengono processate.

Se l’organismo non riesce ad occuparsi immediatamente delle tossine, le deposita in tessuto adiposo  e ossa per la successiva detossificazione.

Se uno o più di questi meccanismi di difesa viene compromesso (spesso in conseguenza di un sovraccarico di materiale tossico), i livelli di tossine nel corpo possono aumentare, con conseguenti danni a vari sistemi, tra cui gli stessi sistemi di difesa.

La permeabilità dell’intestino e i danni epatici sono uno dei danni delle tossine al sistema corpo.

Quali sono i segnali più ricorrenti di intossicazione?

Cefalee e infezioni ricorrenti

Dolore e debolezza muscolare

Stanchezza cronica

Depressione, ansia, sbalzi di umore

Stanchezza cronica

Scarsa memoria a breve termine e scarsa concentrazione

Anemia

Ecco i nomi di alcuni organismi associati alla disbiosi, quindi a un intestino con tossine: Candida albicans, candida tropicalis, escherichia coli, Klebsiella pneumoniae. Proteus vulgaris, Citrobactr freundii.

Tossine e intestino: come si procede alla detossificazione?

Detossificare significa trasformare una tossina in forma solubile non tossica che può essere eliminata con sicurezza dall’organismo.

Si tratta di un processo semplice ma che richiede diversi passaggi per essere portato a termine.

Perciò, la promozione di una flora intestinale sana e la riparazione del rivestimento dell’intestino sono necessari per levare le tossine dal corpo.

Nell’urina di pazienti con diverse patologie sono stati individuati metaboliti provenienti da varie specie batteriche e fungine nocive.

Oltre ai metaboliti nocivi, nel flusso sanguigno possono penetrare i frammenti della parete cellulare dei batteri.  Tali frammenti (costituiti da lipopolisaccaridi e spesso chiamati endotossine) sono potenti stimolatori della risposta infiammatoria.  Essi vengono individuati dalle cellule di Kupffer (cellule epatiche) e causano un massiccio incremento nella produzione di mediatori infiammatori come il fattore di necrosi tumorale alfa (TNFα).

Questi possono ulteriormente aggravare patologie infiammatore o immunitarie preesistenti.

Molti farmaci fitoterapici hanno dimostrato di avere potenti azioni antimicrobiche contro questi organismi disbiotici e tra questi vi sono l’olio di origano, la foglia di olivo, l’olio di timo, la cannella, l’erba dell’assenzio cinese. Mentre si libera l’intestino dai microbi nocivi, è raccomandata l’inclusione di altri nutrienti per contribuire a prevenire il legame di tali microbi alla parete intestinale

Aggiungere flora e migliorare il microbioma

I probiotici sono batteri benefici che reintroduciamo nell’intestino. Il microbioma può essere supportato da un’alimentazione a base di cibi integrali con verdure fermentate come crauti e kimchi, oltre a yogurt, frutta, verdura e proteine magre. Anche i probiotici in polvere fermentati e i prebiotici sono importanti.

Attività fisica e  sonno sono due fattori fondamentali per il benessere. La Vitamina A, B6, C, acido lipoico, magnesio e potassio aiutano i reni a funzionare più efficacemente durante la rimozione delle scorie. L’ acqua è  necessaria per mantenere le sostanze in soluzione e in grado di essere escrete.  Evitare la disidratazione è essenziale.

Includere elevati livelli di antiossidanti nell’alimentazione è essenziale per contribuire ad affrontare e ridurre al minimo il danno da radicali liberi causato dagli elevati livelli di intermedi reattivi prodotti.

Creare un ambiente che aiuti i batteri amici a proliferare! Il nesso fra tossine e intestino è molto stretto!

Non ha molto senso introdurre batteri buoni se l’ambiente in cui arrivano non favorisce la loro crescita.  Per questo motivo è anche importante nutrire i batteri buoni e supportare l’integrità del rivestimento dell’intestino.

È importante assicurarsi che il paziente segua bene la sua dieta di 90 giorni in questa fase, poiché mangiare i cibi sbagliati può incoraggiare la flora intestinale sbagliata a ricrescere prima che i probiotici possano stabilire una discreta popolazione.  Potrebbe inoltre essere necessario fornire uno specifico supporto digestivo (ad es. enzimi digestivi) per impedire la fermentazione dei cibi nell’intestino che può condurre a gonfiore e aria.

Una volta ridotto il carico, la fase due consiste nel potenziare la funzionalità dei sistemi.  Il corpo ha 3 principali sistemi di detossificazione che funzionano principalmente attraverso il fegato e l’intestino.

Fase 1 di detossificazione Fase 2 di detossificazione Fase 3 sistema di antiporto che riveste l’intestino

Il processamento degli intermedi reattivi in composti idrosolubili non tossici richiede due passaggi: una sostanza coniugante e un enzima per catalizzare la reazione.

Fra le sostanze coniuganti appare il SAMe, S- adenosilmetionina.

Poiché il tratto gastrointestinale rappresenta la prima barriera incontrata dai composti esogeni degli alimenti o dai farmaci assunti per via orale e dalle tossine, non sorprende che le cellule intestinali abbiano un sistema di detossificazione accoppiato noto come antiporto.

L’antiporto è una pompa di efflusso dipendente dall’energia che pompa xenobiotici fuori dalla cellula all’interno del lume intestinale, riducendo quindi la concentrazione intracellulare di xenobiotici.

Mantenere integra la mucosa dell’intestino e verificare se l’organismo ha le armi per combattere le tossine!

Il mantenimento dell’integrità della mucosa intestinale è essenziale perché questo sistema di antiporto funzioni, quindi a maggior ragione va pulito l’intestino prima di continuare con la fase 1 & 2 di detossificazione. Una barriera mucosale intestinale compromessa consentirà agli xenobiotici di migrare nella circolazione senza possibilità di detossificazione.

Alcuni nutrienti sono necessari per aiutare gli enzimi detossificanti, ad esempio la cisteina, gli acidi grassi essenziali. Al pari, bisogna tenere d’occhio alcune carenze cruciali come carenza di selenio, vitamina B12, zinco.

Molto positivi sono gli alimenti della famiglia delle brassicacee (cavoli, broccoli, cavolini di Bruxelles).